mercoledì 14 marzo 2018

La Moda questa sconosciuta! - Cina -

Ed eccoci qui di ritorno carissimi affezionati di questa rubrica.
Torniamo su queste pagine con l'argomento più amato/odiato dai nostri utenti: La MODA!!!
Dopo aver analizzato gli aspetti di GIAPPONE e COREA oggi affrontiamo un caso che si discosta da tutti gli altri, la moda in CINA.
Premetto che la mia conoscenza della Cina è limitata, ma quello che leggerete di seguito è frutto di notizie ed articoli letti di recente.
Ragazzi, per comprendere a fondo quanto complesso sia questo argomento nel citato paese, dobbiamo tornare a ritroso della storia.
La Cina infatti, insieme al Sud Est Asiatico, ha avuto uno sviluppo economico piuttosto recente, è sempre stata "soggetta" di altri paesi magnati. Per la serie: "Se non c'avete i soldi non contate niente".
Per questo motivo lo stile "personale" nel campo della moda, non è ancora ben delineato. L'influenza occidentale offusca moltissimo lo stile degli stilisti che vedono nei nostri paesi l'esempio classico di eleganza e proporzione. L'alta moda è ancorata strettamente alle passerelle parigine, si prova e riprova a staccarsi dal concetto popolare ma ancora non si registra una crescita significativa a livello d'idee...
Nella moda Prêt-à-porter ad esempio la minutissima costituzione della popolazione spesso non corrisponde con l'idea di messa sul mercato di abiti indirizzati al mercato internazionale. Spesso, troppo spesso, la produzione si concentra sulla realizzazione di taglie 1-2 (le equivalenti 34-36 europee) non trovando però quello sbocco economico desiderabile in paesi più occidentali come l'Europa, dove seppure la tendenza stia omologando le donne in particolar modo,  (ci dirigiamo sempre più verso una popolazione tendente all'anoressia per poter essere parte integrante della società) esiste ancora una maggioranza che può vantare il segno di fianchi, seno e sedere.
Dal punto di vista economico quindi, seppure il basso costo del prodotto e la variegata reperibilità di colori, allettino il cliente, non tutti possono permettersi taglie così succinte. Ovviamente per poter porre rimedio a questo aspetto, bisogna dire che anche gli standard "dimensionali" negli ultimi tempi stanno trovando dei compromessi, non è poi più così difficile trovare taglie che vadano oltre la 44 solo che...
Spesso accade che l'occhio per i "centimetri" non ci sia...
Non lo so ragazzi ma spesso mi è capitato di vedere delle dimensioni di abiti leggermente sproporzionati... In pratica non esiste una via di mezzo tra l'essere Ursula (della Sirenetta Disney) e Kozco (delle Follie dell'Imperatore) per i cinesi.
Dopo questa breve introduzione, passiamo al concetto di vestibilità... 
L'abito tradizionale tipico della Cina è l'Hanfu, che si è affermato verso la fine della dinastia Qing. L'Hanfu, si pensa sia l'antico progenitore del Kimono giapponese e dell'Hanbok coreano, sulla sua struttura infatti molti abiti tradizionali asiatici hanno basato la propria composizione.
L'Hanfu è composto da una lunga casacca incrociata in vita per essere legata a modalità di "fascia" sulla zona dei fianchi. L'abito, proposto in varie tonalità veniva utilizzato con molta frequenza. I tessuti variavano in base all'appartenenza della classe sociale, così come i vari decori, nelle classi più abbienti il tutto era ricamato con costosissimi fili d'oro. 
Altro capo d'abbigliamento classico è il Cheongsam, che arriva direttamente dai confini con la Manciuria. Nonostante il nome così complicato sono certa che ognuna di voi conosca questo vestito. Chi negli anni '90, con l'avvento del mercato libero, non ne aveva uno custodito gelosamente nell'armadio?! Esatto ragazze, il Cheongsam altri non è che il Qipao, che tutte conosciamo. Il leggendario vestito che tutte ci siamo costrette ad infilare ritirando fegato ed organi interni per sembrare longilinee, carine e sexy allo stesso tempo. Lo stesso abito con la "spaccatura" sulla coscia ad altezza uterina che portava la mitica SHAMPOO nel manga di Ranma 1/2 (che poi pover'anima, mai nessuno se l'è cagata... ma questo è un altro discorso). 
Questo indumento è reperibile sia con lunghezza fino alle caviglie (parliamo dell'abito tradizionale quindi) che al ginocchio/coscia.
Il corrispettivo del Qipao femminile è il Changshan maschile che letteralmente vuol dire "CANTONESE", la metodica di realizzazione è la stessa, stesso taglio e lunghezza, solo con una vestibilità leggermente più morbida e meno aderente.
Ovviamente ricordiamo come sempre che la storia dell'antica Cina si basava sulla divisione classista della società, ragione per la quale esistevano notevoli differenze, tra l'abito di una donna aristocratica e una popolana. Le differenze si basavano principalmente su:
lunghezza della gonna e delle maniche della casacca
la ricchezza con cui venivano ricamate le stoffe
Gli abiti imperiali inoltre, attribuivano grande importanza ai colori dei tessuti utilizzati, proprio per mostrare la "maggiore importanza" che la figura dell'imperatore possedeva, stessa importanza che, doveva risaltare e mettere in mostra la natura "divina" del sovrano, o per lo meno l'aiuto delle divinità naturali alla dinastia. I colori scelti spesso erano:
il bianco (simbolo di ricchezza e potenza)
il celeste (che rappresentava la forza del cielo)
il verde (che rappresentava l'ausilio dei boschi)
il giallo (che rappresentava la forza della terra)
Con il passare del tempo, anche la moda ha subito grandi cambiamenti, in Cina in modo particolare con l'alternanza generazionale da una dinastia all'altra, le forme degli abiti tipici sono completamente cambiate. Le vesti lunghe erano solitamente indirizzate verso un pubblico maschile, al contrario di quelle corte che erano una prerogativa femminile. Anche l'ampiezza varia con il tempo, alle casacche dai tagli asimmetrici, vanno sostituendosi, abiti molto aderenti che sembrano quasi essere dipinti sul corpo, sempre però, riccamente decorati. Un elemento decorativo molto utilizzato in Cina rimane il: Dragone (di cui vi spiegheremo il significato in un altro approfondimento).
Per quanto riguarda l'abbigliamento moderno, poco possiamo dire. Lo spirito di emulazione nei confronti dell'Occidente, non ci offre grandi novità sotto questo aspetto. Gli uomini tendono a ricreare un look molto casual con il classico blue jeans, accostato da felpa-maglia-camicia-giacca (perché per loro la giacca fa sempre fashion) mentre le donne cercano di minimizzare i caratteri tipici della genetica x°D
Andiamo quindi con pantaloni molto attillati, con qualche centimetro di stacco sulle caviglie, per conferire qualche centimetro "in più" di altezza, alla messa in evidenza di vitini da api, mentre si va ad osare "abbondanza" quindi maglie molto ampie sulla parte superiore per evitare di sentirsi dire che hanno due cagatine di mosche al posto del seno (che poi anche qui da noi c'è lo stesso problema ma dettagli).
Che altro aggiungere ragazze/i se siete tra i temerari che sono riusciti a reggere fino a questo punto, allora vi meritate una LODE. Ma tranquilli... la moda tornerà ad ossessionarvi nei prossimi capitoli... Manca ancora la Tailandia all'appello e... il giro di boa è lontano, gli accessori richiedono il proprio angolo in questo blog!
Alla prossima!

5 commenti:

  1. La moda è un mondo che affascina un po tutti, uomo o donna, ricchi o poveri. Che poi il concetto di moda sia a libera interpretazione è un dato di fatto. Trovo che l'oriente sia ormai molto influenzato dalle tendenze occidentali, come al contempo l'occidente lo è dell'oriente. Io personalmente adoro questi scambi culturali, specialmente in ambito artistico.
    Dagli sviluppi economici del mercato della moda degli ultimi anni, dalle riviste di moda orientali, ma soprattutto dagli innumerevoli outfit delle star del continente asiatico, è evidente l'interesse e il gusto di questi personaggi, ma anche del ceto medio orientale, nel vestire famosi marchi italiani o francesi, quando qui in Italia la maggior parte della popolazione fa shopping nei negozi d'abbigliamento cinese (io tra questi) o cmq indossa abiti fabbricati in oriente. Il made in China si scontra col made in Italy. Ma basta parlare di economia! Non è roba per me 😂 Davvero interessanti i cenni storici, come sempre. Curiosa di approfondire con voi sul dragone come elemento di decoro ricorrente. Grazie sempre per queste interessanti e stimolanti rubriche 😊 e scusate se ho scritto alla bell'e meglio 😅

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    1. Ciao Marta, vai tranquilla che hai scritto benissimo!
      Effettivamente hai ragione, è un po' come per chi ha i capelli ricci che li vuole lisci e viceversa!
      Uguale nella moda: l'Oriente vuole un po' di Occidente e viceversa! XD

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    2. Mi sono dimenticata di dire che ovviamente anche io da ragazzina avevo una sorta di Qipao, ma non era a vestito lungo, bensì solo maglietta. Era cmq bellissimo, nero e rosso. Quanto vorrei un cheongsam vero...di quelli lunghi con la spacca (sto solo fantasticando, non ho il fisico adatto per portarlo 😅)

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    3. Anche io ho un qipao (lungo, nero e verde), me lo regalarono 10 anni fa ma non ho mai avuto occasione di metterlo. ç_ç

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    4. Ciao Marta!
      Purtroppo a questo giro i cenni economici erano indispensabili perché essendo questo paese "relativamente" nuovo sul mondo del mercato, questo aspetto ha influenzato moltissimo la sua identità.
      Parlando infatti di outfit moderni, tutto riporta all'occidente, dalle scarpe, accessori e capi di abbigliamento per concludere al mondo dell'alta moda.
      Al contrario di quanto accada in Giappone e Corea dove la tradizione è ancora viva nel cuore di grandi e meno grandi, in Cina questo aspetto ha caratteri molto diversi.
      Non è semplice comprenderne la mentalità, dovremmo comunque immedesimarci in un paese che per lungo tempo ha vissuto in un regime dittatoriale.
      L'argomento sarebbe davvero troppo vasto e sfocerebbe in cenni storici x°D

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